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Testi critici
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Testo critico di Dott.ssa Valentina Giacon

Elisa Fantinato artisticamente nota con lo pseudonimo Efant, esordisce e si afferma in ambito pittorico come artista di genere figurativo, che viene trattato attraverso un vivo interesse per la rappresentazione umana, fonte di ispirazione primaria che si esplicita nella definizione del ritratto femminile, elemento da intendersi come punto focale e nucleo di sviluppo, di elaborazione ed espansione iconografica nella sua totalità compositiva. Da un’analisi obiettiva di questo suo mondo pittorico costellato di volti, ne scaturisce non tanto una mera definizione ritrattistica, ma un aspetto profondo legato alla parte meno tangibile e più interessante della rappresentazione che riconduce all’indagine della dimensione interiore. Un percorso emozionale che inizia dallo sguardo. Ogni volto lascia trasparire intensità di partecipazione psicologica ed emotiva, da cui scaturisce la memoria, depositaria di ricordi strettamente correlati ad esperienze e momenti di vita che danno forma ad immagini, oggetti, che scenograficamente costituiscono uno sfondo pittorico nato senza intento puramente decorativo, ma che affonda le proprie radici nella sfera emozionale, legata alla ricerca interiore di valori che supportano, migliorano e costituiscono la nostra esistenza. Si denota talvolta anche la comparsa di alcuni elementi simbolici, come ulteriori integrazioni di significato. Dalle opere emergono tre tematiche fondamentali che convergono verso il ritratto. A tale riguardo, nel primo contesto riferito alla natura, si scorge una commistione di immagini il cui dualismo rappresentativo si percepisce nell’accentuarsi della contrapposizione di stati d’animo, è così che un fiore per sua natura incarnerà al contempo gioia e amarezza, un volto parlerà di verità e menzogna, il grigiore di un mondo apparentemente in declino, improvvisamente si illuminerà attraverso i colori della vita. Dalla natura vi è uno sfumato passaggio al tema della speranza, elemento dominante nella nostra vita che pone una riflessione sui momenti difficili e permeati di incertezza, che l’artista esemplifica in pittura con l’abbandono, le aspettative che qualche volta mettono in gioco l’equilibrio emozionale, continuando nel percorso delle speranze, significativo diventa anche un giro di chiave come simbolica trasposizione su tela della possibilità di oltrepassare un limite, una soglia apparentemente invalicabile, approdando ad un cambiamento. Tutti motivi che nelle opere su questo tema, trovano come denominatore comune la ricerca interiore e la forza di rimanere fermamente ancorati a noi stessi, tramutando la speranza in attesa fiduciosa rivolta al futuro. Infine anche la dimensione onirica si fa narrativa, l’artista descrive con le immagini ciò che nel sogno può apparire, immortalandone magicamente la visione prima del suo svanire. Immagini sempre molto eloquenti che si affiancano al simbolismo, percepibile in dettagli quali una corda che viene delineandosi nel simbolo dell’infinito, alludendo allo scorrere del tempo insieme al fluire ed evolversi della vita che si costruisce frammento dopo frammento come tasselli di un puzzle. Dal punto di vista stilistico, noteremo come le immagini siano rese attraverso una tecnica pittorica che rivela un cromatismo particolare, dai toni bruni, terrosi che rievocano il legame con la terra elemento della natura e fonte di vita. La consistenza cromatica si fa inoltre acquosa e nella fluidità rintracciamo nuovamente l’eco emozionale. In generale, le opere manifestano una definizione calligrafica nella resa dei particolari. Dai volti traspare un’accentuata nitidezza, data da un’esecuzione quasi grafica del segno pittorico che imprime all’immagine un senso di ordine e perfezione, senza mettere in secondo piano la forza espressiva dello sguardo che empaticamente coinvolge, invitandoci ad esplorare il fascinoso mondo emozionale che pittoricamente si rivela nei volti dell’anima.

Valentina Giacon è uno storico e critico d’arte, specializzatasi in Storia dell’arte medievale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia (Università degli Studi di Padova). Da decenni, sia per formazione culturale che per passione opera nel settore artistico contemporaneo, curando una propria collezione di opere (periodo fine ‘800 ad oggi) che si rivolge al mondo del collezionismo nazionale ed internazionale. Il suo operare nell’arte, ha prodotto nel tempo collaborazioni con riviste specializzate, gallerie, associazioni ed artisti, dedicando ed estendendo il proprio impegno alla creazione di testi critici, all’organizzazione e presentazione di mostre, finalizzando il tutto alla valorizzazione e promozione della cultura artistica.

Testo critico di Prof. Roberto Zaniolo

Le opere di Elisa Fantinato, in arte Efant, non le guardi solo da un punto di vista estetico, perché ciascuna di esse ti interpella interiormente.

Sono stimoli e messaggi, concretizzati con una personale estetica e stile, che rovistano nell’interiorità. Interpellano, chiedono e domandano sul nostro vivere quotidiano. Aprono interrogativi e forniscono alcune risposte.

Riflessione e meditazione. La musica, l’arte e la contemplazione.

Il timore o il coraggio? Illusioni, sogni o aspirazioni?

Fuga o progetto!

C’è, in tutto questo, tensione verso l’infinito e la coscienza della propria finitezza. Sono finestre sull’aldilà e introspezione sull’aldiquà.

Un pulsare di cuore e di spirito. Espansione e contrazione del respiro. Intravedere grandi potenzialità e consapevolezza della propria fragilità. Coscienza del limite dell’espansione e del limite dell’implosione.

Finestre aperte nel mondo interiore condizionato da quello esteriore.

Finestre aperte sul mondo, finestre che diventano parte di accesso. Possibilità, occasione di uscire, intraprendere il viaggio, il nostro viaggio, il viaggio di Elisa. Un lungo viaggio di mille miglia comincia con un solo passo (Lao Tzu).

Un granello di sabbia trasportatore dal fiume a lmare, quando entra in un’ostrica, diventa una perla preziosa.

Così i granelli di colore che entrano in contatto con il corso e lo spirito di Elisa, diventano immagini preziose che danno senso a quel viaggio di mille miglia che inizia con un singolo passo.

Un granello di sabbia, un granello di colore, un singolo passo…. la trasformazione.

Riscaldiamoci l’anima alla luce di queste finestre, riprendiamo energia e vigore per il nostro viaggio, facciamo della nostra vita una perla, mettiamola insieme a quelle che incontriamo, per farne una collana preziosa. E siate espansivi sulle Vostre implosioni.

Grazie Elisa e a Voi. Enormi sogni a tutti.”